Salvati a Pantelleria cicogna da annegamento, un falco ferito, barbagianni da veleno e fenicottero smarrito
Salvati a Pantelleria una Cicogna bianca dall’annegamento in mare, un Falco pellegrino ferito a un ala, un Barbagianni da un intossicazioni da veleno topicida e un giovane Fenicottero rosa smarrito al Lago di Venere
Liberazione della Cicogna martedì 15 settembre nella valle di Monastir
Care e cari lettori de il Giornale di Pantelleria,
Vi informo che il 2 settembre alcuni attenti e sensibili turisti
hanno salvato una Cicogna bianca dall’annegamento in mare.
Durante una gita in barca lungo la costa di Pantelleria nei pressi di
Punta Sciarcazza un gruppo di amici in vacanza sull’isola
capitanati da Attilio Ferreri ha avvistato la cicogna al largo
mentre cercava faticosamente di raggiungere la terra ferma.
Vedendola in evidente difficoltà, tanto da non riuscire nemmeno a
sollevarsi dall’acqua una volta raggiunta la riva per quanto fosse
stremata, con un’azione corale si sono tuffati in mare per salvarla.
A quel punto sono stato contattato quasi contemporaneamente dal
Maresciallo Leonardo Grillo e da Cinzia Malvini. Quest’ultima,
insieme al coniuge Andrea Camarieri non appena approdati al
porto di Scauri ha prontamente trasportato l’animale presso il
nostro Centro di Soccorso per la Fauna.
Non appena arrivata, ho potuto constatare le precarie condizioni
fisiche in cui versava: oltre a presentare chiari sintomi di
annegamento, la cicogna era in grave stato di deperimento e
debolezza.
Fortunatamente la nostra “naufraga” ha reagito positivamente alle
prime cure e da allora ha ripreso a nutrirsi e rimettersi in piena
forma fisica per proseguire la migrazione verso la Tunisia.
Infatti martedì 15 settembre, verrà liberata verso le ore 17 nella
Valle di Monastir che si affaccia proprio su Capo Bon, la sponda
più vicina del nord Africa.
Come ho scritto nello scorso articolo il nostro Centro di soccorso
per la Fauna ha avuto un gran da fare quest’anno. Siamo poco oltre
il giro di boa e sono già 33 gli esemplari di varie specie recuperati,
22 dei quali sono stati reinseriti in natura dopo le opportune cure.
Negli ultimi 40 giorni oltre alla cicogna sono stati tratti in salvo
diversi esemplari appartenenti a specie di grande rilievo:

– Falco pellegrino: La sera del 10 agosto sono stato contattato dai
Carabinieri di Pantelleria poiché in zona Rukia era stato trovato un
bellissimo Falco pellegrino con un ala ferita.
Si tratta dell’animale più veloce sulla terra, capace di raggiungere
in picchiata durante la caccia la strabiliante velocità di quasi 400
km/h. Probabilmente la frattura è stata causata da un impatto con
un cavo elettrico, i tralicci sull’isola sono purtroppo molto
numerosi e rappresentano una grave criticità per i nostri amici
alati.
Le radiografie effettuate presso il Centro veterinario Pantelleria
Bau grazie alla cara veterinaria Elena Curelariu e analizzate
dall’Ornitologo Egidio Mallia hanno confermato che il falco
avrebbe potuto riprendere a volare con un operazione o una
steccatura. E’ stato quindi inviato d’urgenza al Centro di Recupero
Fauna della Lipu di Ficuzza nelle amorevoli mani di Anna Maria e
del Dott. Gianni Giardina i quali ci hanno informati che l’animale
si sarebbe ripreso dal trauma e sarebbe stato reinserito in natura
nel giro di 45 giorni.
Per aiutare questo splendido esemplare, oltre
alla nostra associazione L’Avamposto, si sono attivati in maniera
efficientissima i Carabinieri Forestali e il Corpo Forestale della
Regione Sicilia, in particolare ringrazio il sempre presente
Maresciallo Leonardo Grillo, che mi ha accompagnato durante
tutta la procedura di imbarco, e l’Ente Parco con la veterinaria
Elena che hanno predisposto il certificato sanitario per il viaggio
per Trapani. Li l’animale è stato preso in consegna dal Corpo
Forestale locale e in staffetta con l’Ispettore Superiore Giovanni
Misseri è stato consegnato in tarda serata direttamente al Centro di
Ficuzza.
– Barbaggianni: La sera di giovedì 10 settembre ho ricevuto una
chiamata dal caro amico Antonino Busetta, impeccabile ed
elegante direttore del famoso ristorante La Risacca, per soccorrere
un magnifico Barbagianni che aveva urtato contro la vetrata
durante l’ora di cena.
Giunto immediatamente sul posto ho notato con piacere come
Antonino e il personale del ristorante fossero stati ineccepibili
anche nel recupero da manuale effettuato e nel mettere in
sicurezza l’animale all’interno di una scatola ben arieggiata.
Fortunatamente l’impatto non ha provocato ferite gravi, se non un
po di stordimento, il vero problema del rapace notturno, come
abbiamo compreso in seguito, era di altra natura. Purtroppo il
Barbagianni presentava infatti chiari sintomi di intossicazione,
dovuti con tutta probabilità all’ingestione di un topo avvelenato.
Era inoltre disidratato e gravemente denutrito già prima
dell’incidente che è stato una conseguenza del suo indebolimento.
Seguito i dettami del veterinario ed esperto ornitologo Egidio
Mallia per le prime critiche 48 ore le cure a base di carbone attivo,
vitamine e i primi sofferti bocconi di carne stanno dando i primi
buoni risultati. Negli ultimi giorni si nota un netto miglioramento
delle sue condizioni anche se è ancora presto per considerarlo del
tutto fuori pericolo.
Una riflessione sul veleno: Se l’animale non dovesse farcela chi
usa ancora il veleno per liberarsi dei topi dovrebbe riflettere: un
singolo Barbagianni consuma circa 1000 topi all’anno, se si
considera una famiglia, (la coppia di adulti con i suoi piccoli nel
periodo di cova e allevamento) il consumo di roditori supera le
3000 unità annue. Visto il ritmo riproduttivo dei roditori
immaginate cosa significhi lasciare liberi di riprodursi 3000 topi in
un anno: Non a caso i Barbagianni sono considerati i migliori
amici e collaboratori degli agricoltori per quanto siano
indubbiamente i più formidabili cacciatori di topi. Una tipica
azione umana superficiale e stolta finisce per ritorcersi contro di
noi, causando un enorme danno ecologico e ambientale. Prima o
poi anche i più incoscienti dovranno comprendere l’enormità degli
squilibri causati da gesti insensati come l’uso di veleni pericolosi
per la vita di tutte le creature.
– Fenicottero rosa: Infine, la sera del 13 settembre a seguito delle
prime segnalazioni riguardanti un giovane fenicottero smarrito, io
e la cara amica Claudia Della Gatta siamo riusciti a recuperarlo al
Lago di Venere. Dopo alcuni appostamenti con il richiamo digitale
lo abbiamo catturato mediante lo spara rete in dotazione
all’associazione.
Attualmente si trova nella stessa voliera insieme alla cicogna con
la quale convive pacificamente condividendo la condizione di
“paziente in attesa di libertà” e si sta rifocillando con un nutriente
preparato a base di gamberetti crudi macinati e alghe liofilizzate.
Ringrazio i soci che si sono messi a disposizione per la missione
di recupero; Giuseppe Casano, Linda Russo, Gea, il piccolo Lucio
e Claudia, oltre a tutti coloro che si erano resi disponibili per i
giorni successivi.
Come gli altri fenicotteri recuperati fino a oggi, questo è il !4°,
avendo il Veterinario Giuseppe Messina già predisposto il
certificato sanitario per l’imbarco aereo, domani verrà trasferito e
liberato con il supporto dell’Ispettore Vincenzo Calantropo alle
Saline di Trapani, riserva naturale gestita dal WWF dove vive e
prospera una numerosa colonia.
Ogni animale bisognoso di aiuto che arriva al Centro o che
recuperiamo sul territorio mi trasmette sempre qualcosa di
profondo, mi coinvolge in un forte stato di empatia,
permettendomi quasi di ascoltare la sua storia, di vedere attraverso
i suoi occhi e di sentire le sue gioie, i suoi dolori e la sua
disavventura, fino al momento in cui il destino lo conduce tra le
mie mani.
Ironicamente ho ascoltato il messaggio della cicogna, che
riferitomi con la consueta regale eleganza e precisione fa più o
meno cosi: Ma come caspita è possibile che un isola separata da
chilometri di mare in cui vivono, pregano e sperano circa 7000
anime sia priva di un Punto Nascite?
E ho potuto notare pure un’impercettibile quanto inequivocabile
sfumatura di incazzatura nel pronunciare la domanda.
E’ sempre coinvolgente ed emozionate salvare e dare una seconda
opportunità ad animali cosi meravigliosi e affascinanti che
altrimenti non avrebbero avuto alcuna possibilità di sopravvivere.
Colgo l’occasione per ringraziare di cuore tutti coloro che si
prodigano per dare aiuto e supporto alla fauna di questa
meravigliosa isola: il Corpo Forestale, i Carabinieri Forestali,
l’Ente Parco Nazionale di Pantelleria, la Popolazione locale, tutti i
Veterinari, l’Ente Aeroportuale e le compagnie aeree, il Centro
Fauna della Lipu, il WWF delle Saline di Trapani e i nostri soci
che ci aiutano e ci sostengono ogni giorno.
Anselmo Consolo
Rappresentante Associazione Culturale L’Avamposto
14 settembre 2026
Per segnalare la fauna ferita o in difficoltà e per eventuale disponibilità da
parte di privati che volessero realizzare un abbeveratoi per l’avifauna nella
loro proprietà a Pantelleria, contattare i seguenti numeri telefonici:
PantelleriaTel: Anselmo Consolo 331 7405287,
Linda Russo 339 1627347
Palermo Tel: Giuseppe Santangelo 351 9753080,
Ignazio Pedone 347 3774613
Cefalu e Parco delle Madonie Tel: Alexandre Morello 334 1362149
email: avampostoumano@gmail.com
pec mail: avampostoumano@pec.it
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