TTG Rimini, stand di Pantelleria “preso d’assalto”. Il successo dell’isola e del GAL commentato dall’Assessore Bonì
Tra i giovani cuochi dell’aberghiero di Erice la pantesca Irene Ferlisi. Ai fornelli anche Roberto Rizzo, mentre alle strutture ricettive Fabio Casano
Dal 14 al 16 ottobre, presso la Rimini Expò, si è tenuta la 63ª TTG: oltre 2.800 espositori hanno animato la fiera del turismo più gettonata in assoluto. Tra essi, presente anche Pantelleria, rappresentata dall‘Assessore Massimo Bonì, dal Presidente del Consorzio Pantelleria Island Fabio Casano, dal Presedente dell’Ente Parco Isola di Pantelleria Italo Cucci.
La fiera in generale, quest’anno ha fatto sold-out e Pantelleria è stata perfettamente in linea, riuscendo a richiamare una grande affluenza di curiosi ed esperti del settore del turismo.
La presenza della nostra isola è stata organizzata all’interno del gruppo del GAL Pesca di Trapani, che ha portato in esposizione anche: Trapani (Capofila/Sede tramite la Fondazione Torri e Tonnare del Litorale Trapanese), Erice, Misiliscemi, Valderice, Custonaci, San Vito Lo Capo, Paceco, Marsala
Petrosino, Mazara del Vallo, Favignana, Pantelleria, appunto, e Marsala, riuniti in un percorso del gusto con il gambero rosso mazarese o con il couscous pantesco.
Alte le aspettative, alti i risultati
Anche per questa edizione, Pantelleria ha riscosso il successo auspicato. Ma quest’anno si è cambiato format.
Assessore Bonì, com’è andata quest’anno alla TTG di Rimini? “Sicuramente è stata un’esperienza che ha avuto un grande successo. Di questo dobbiamo ringraziare l’organizzazione del GAL Pesca di Trapani dove ci sono 12 comuni della provincia, i 12 comuni di mare nel loro percorso del gusto.
“Il nostro stand è stato spesso spesso preso d’assalto, anche perché abbiamo portato su i ragazzi della scuola dell’alberghiero di Erice. I giovani futuri chef, con il loro insegnante, hanno preparato finger food, che sono stati molto graditi insieme ai nostri vini e passiti di alcune cantine del Consorzio Vini di Pantelleria. Tra i cuochi imberbi, c’era pure la giovane panetsca Irene Ferlisi.
“Sono stati anche realizzati cannoli che sono andati a ruba.
“Noi per preaparare il couscous, abbiamo coinvolto Roberto Rizzo. Del resto il light motive era presentare la pietanza principale delle località, anche come proposta turistica.
Nonostante la presenza di San Vito Lo Capo, che di recente ha chiuso la sua manifestazione Cous-Cous Fest, il piatto arabo preparato alla maniera pantesca si è saputo difendere, richiamando lìattenzione dei più. Il couscous è una cosa siciliana della Sicilia occidentale che si è evoluta nel tempo, ed è frutto di una fusion di tante culture e se guarda anche Pantelleria lo fa, con ovviamente le sue differenze, perché sono il frutto di un procedimento culturale che si è sviluppato negli decenni, per cui, pur facendo tutti riferimento alla ricetta basica africana, noi della Sicilia Occidentale ci abbiamo messo qualcosa di diverso.”
Tra i dolci tipici panteschi non potevano mancare i mustazzola.

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