Pantelleria insieme per Paolo Borsellino. Commemorazione della strage con la figlia Fiammetta
Era il 19 luglio 1992, quaando una notizia stravolse il mondo intero: la strage di Via D’Amelio che pose fine alla vita di Paolo Borsellino e la sua scorta.
Ieri, a 34 anni da quel nefasto giorno, Pantelleria è tornata in piazza per ricordare il sacrificio del magistrato palermitano.
Pantelleria era un luogo del cuore per quest’ultimo come lo è per la figlia Fiammetta, che spesso dimora sull’isola nelle propria casa di Khamma.
Il caldo era infernale e Piazza Cavour rovente, ma non per questo la memoria della gente sensibile si intorpidisce.
Così, tra le varie forze dell’ordine dell’isola, si è aperta le sobria cerimonia per parola dell’Assessore Massimo Bonì, il quale con lucide e toccanti parole ha descritto quel momento di raccoglimento.
Poi è stata ceduta la parola a Fiammetta Borsellino, la quale, nel ricoradre l’impegno dell’isola a partire dalle pubblica amministrazione, fino alle scuole, per sensibilizzare e informare i giovanissimi panteschi sul significato di legalità e dell’antitesi mafia, ha ribadito l’importanza di queste iniziative.
Un intervento è giunto al microfono da Salvatore Puccio, imprenditore pantesco che ha conosciuto tante dinamiche e se ne è fatto testimone.
Vogliamo, poi chiudere con il discorso del direttore de Il Giornale di Pantelleria:
La dedica di Marina Cozzo
“Qualche tempo fa ho avuto il privilegio di conoscere Fiammetta Borsellino.
A microfoni spenti ci siamo avvicinate e abbiamo parlato a lungo.
Ciò che spiccava e che io ho cercato di mettere in luce nei miei articoli era la sua capacità di narrare il dolore e di condividerlo con il sorriso.
Un sorriso a volte mesto, a volte ilare, fresco, luminoso.
E questo trasmetteva una grande forza al suo uditorio, che in quelle giornate di incontri organizzate dalle scuole di Pantelleria, era fatto di giovanissimi ragazzi, tutti rapiti dalle narrazioni di Fiammetta su questo papà così tanto amato, non solo dai figli ma anche dalla gente, dalla sua scorta.
Ho conosciuto Alberto Furia di recente, carabiniere di Khamma e uomo della scorta di Borsellino, e le sue parole discrete, di stima sussurrata con nobiltà e compostezza, verso il magistrato sono state molto toccanti.
E quindi quello che voglio così in qualche modo sottolineare io è che, nonostante l’immane tragedia che ha coinvolto e stravolto tante famiglie e il mondo intero, Paolo Borsellino ha seminato così tanto e così bene e così generosamente che la gente lo ricorda non con mestizia come si potrebbe immaginare bensì con la gioia di averlo conosciuto. Forse questa è la sua eredità più grande: continuare a generare speranza, anche attraverso il ricordo.
Ecco, ricordiamolo con gioia, la stessa gioia che quel grande e straordinario uomo provava nell’incontrare un bimbo e nella sua capacità di entrare in quel cuore innocente.
Marina Cozzo”
………………………………………..
Seguici su WhatsApp
Argomenti
Commenti
Questa notizia non ha ancora un commento, condividi con tutti i nostri lettori il tuo pensiero.
Leggi anche
AMBIENTE
Pantelleria, Adriana Licari l’infaticabile Presidente dell’Associazione Arma Aeronautica e le tante attività tra la gente
CULTURA
Pantelleria a Golosaria 2026: sette aziende insieme per valorizzare le produzioni dell’isola
EVENTI A PANTELLERIA


