Skip to main content

ULTIMA ORA

Tracciabilità del pescato. Sequestrati oltre un quintale da parte della Guardia Costiera

Giovedì 29 ottobre 2026

Pantelleria – Finissage > Domenica, 28.06.26 ore 20 Il tempo ritrovato

Pantelleria – Finissage > Domenica, 28.06.26 ore 20 Il tempo ritrovato
Pubblicità970×215360×113Acquista questo spazio

Le alcove di van der Grinten *spaces for the urban arts – Corso Umberto I, 48 – Pantelleria
Samuel Gorgone – Fotografie – 06.06. – 28.06.2026 > Finissage > Domenica, 28.06.26 ore 20 

Una recensione di Patrizia Impastato

Sta per concludersi presso la galleria Le Alcove di van der Grinten *spaces for the urban arts
di Pantelleria la mostra che ha ospitato Samuel Gorgone, giovane e promettente fotografo
nato e cresciuto sull’isola, il cui lavoro ci catapulta incredibilmente in un tempo sospeso ed
insieme ritrovato.
Samuel pur appartenendo a una generazione cresciuta nell’istantaneità dell’immagine
digitale, sembra aver scelto una direzione diversa: quella della lentezza, dell’attesa e
dell’osservazione.

Le sue fotografie non cercano l’effetto spettacolare né l’estetica della velocità consumata sui
social. Al contrario, sembrano appartenere ad un altro tempo, ad un altro modo di
immergersi nella realtà. Ogni immagine restituisce la sensazione di essere stata pensata,
composta e attesa, come accadeva nella grande fotografia del Novecento, quando il
fotografo era prima di tutto un osservatore paziente del mondo.
È impossibile non avvertire, nel suo modo di guardare, un’eco della fotografia umanista
francese, di autori come Henri Cartier-Bresson o Robert Doisneau.

Non si tratta di
imitazione, ma di una comune attitudine: la ricerca di quell’istante in cui la realtà si organizza
spontaneamente in una narrazione.
Le sue immagini sembrano scattate con il rigore di chi lavora ancora idealmente dietro un
cavalletto, anche quando la macchina fotografica è libera di muoversi. C’è un equilibrio
silenzioso nelle composizioni, una disciplina dello sguardo che restituisce meraviglia ai gesti
semplici.
Pantelleria, nelle sue fotografie, non è mai cartolina. È un luogo abitato, attraversato da
presenze, da attese, da incontri.

I volti, le strade, i muri, la luce e persino i vuoti diventano
frammenti di un racconto che non si esaurisce nel fotogramma.
Ogni immagine sembra suggerire un prima e un dopo, lasciando allo spettatore il compito di
immaginare ciò che è accaduto e ciò che accadrà oltre i margini della fotografia.
È proprio questa capacità narrativa a rendere il lavoro di Samuel Gorgone
sorprendentemente inatteso ed al tempo stesso necessario.

In un tempo in cui la fotografia è spesso chiamata a spiegare tutto e subito, il suo sguardo
sceglie la forza della sottrazione, non offre risposte, ma apre possibilità, non documenta
soltanto, ma evoca, suggerisce, lasciando una sensazione rara: quella di aver osservato
immagini che continueranno a lavorare nella memoria, rimanendo, sedimentando, come un
invito a tornare.
Ed è forse questo il segno più autentico di una ricerca artistica che possiede già una voce
riconoscibile e una profonda, probabilmente istintiva, consapevolezza.
In un panorama visivo inflazionato da migliaia di stimoli, Samuel Gorgone ricorda che la
fotografia è ancora delicatezza, sensibilità, gesto lucido di ascolto.

……………………………………………
Tutte le news in tempo reale sul nostro giornale: seguici su WhatsApp

Pubblicità970×215360×113Acquista questo spazio

Commenti

Questa notizia non ha ancora un commento, condividi con tutti i nostri lettori il tuo pensiero.

Lascia un commento

Leggi anche