Gatti vivi usati come micce per incendi boschivi. L’orrore in Calabria
Gatti In fiamme, nell’erba alta, uno straccio imbevuto di liquido infiammabiel legato alla coda, poi gettati tra l’erba alta e secca, finchè non brucia con lui.
Questa è l’immagine della cronaca sugli incendi boschivi che stanno mettendo in ginocchio la Calabria e sembrerebbe metodologia usata in parte anche in Sicilia.
La denuncia arriva dalla Protezione civile della Calabria.
Tra gli inneschi degli incendi che stanno devastando la regione sono stati trovati duqnue gatti, insieme a candele, bottiglie con stoppini, inneschi ritardati studiati per non farsi trovare.
Si legge di oltre 200 interventi dei vigili del fuoco in tre giorni, boschi, colline, animali selvatici
Una taglia di 1.000 € per chi aiuterà a identificare i responsabili, perché chi appicca un incendio boschivo rischia fino a 10 anni di carcere e la legge punisce con il carcere anche chi uccide un animale con crudeltà.
Ma al di là delle pene, la domanda è: che razza di crudeltà serve per prendere una creatura innocente e trasformarla in un’arma?
Denunciamo e fermiamo questo orrorre.
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