Aumenti e Isole Minori, On. Carmina (M5S): “…Agli isolani il conto da pagare. Stop al massacro delle tariffe”
AUMENTI E ISOLE MINORI, ON. IDA CARMINA (M5S): «ALLE GRANDI SOCIETÀ ENERGETICHE UN ANTICIPO, AGLI ISOLANI IL CONTO DA PAGARE. STOP AL MASSACRO DELLE TARIFFE»
«84% DI RINCARI DAL 2022. IL GOVERNO FERMI QUESTA VERGOGNA E
UTILIZZI GLI EXTRAPROFITTI PER GARANTIRE LA CONTINUITÀ
TERRITORIALE»
«Alle grandi società energetiche si chiede un anticipo. Agli abitanti delle isole si
presenta il conto. È questa la contraddizione che oggi ho denunciato in Aula alla
Camera».
Lo dichiara l’on. Ida Carmina (M5S) intervenendo sul proprio Ordine del giorno al
decreto Accise e ILVA dedicato alla condizione delle isole minori siciliane: Lipari,
Vulcano, Salina, Stromboli, Panarea, Filicudi, Alicudi, Favignana, Levanzo,
Marettimo, Ustica, Pantelleria, Lampedusa e Linosa.
«Dal 10 settembre – sottolinea Carmina – è scattato un nuovo aumento del 18% delle
tariffe dei collegamenti marittimi statali Siremar-SNS, mentre il rincaro complessivo
rispetto al 2022 arriva all’84%. I cittadini non ce la fanno più. Sono aumenti
insostenibili, soprattutto in un momento in cui il costo della vita è enormemente
aumentato e salari e pensioni hanno perso potere d’acquisto».
«Gli abitanti delle isole minori – prosegue – subiscono così un ulteriore e ingiusto
svantaggio economico, proprio quando dovrebbero essere maggiormente tutelati. Lo
impongono l’articolo 119 della Costituzione e l’articolo 174 del TFUE, che
riconoscono e richiedono di tenere conto della particolare condizione dell’insularità».
«Non parliamo di un servizio accessorio. Per chi vive su un’isola il traghetto è una
strada. È il collegamento con il medico, con la scuola, con il lavoro, con i servizi
essenziali. Aumentare il costo di quella strada significa aumentare il costo dei diritti
e, contemporaneamente, far aumentare anche il prezzo delle merci che arrivano sulle
isole».
Carmina ricorda la mobilitazione delle comunità siciliane: «75 associazioni, insieme
ai sindaci delle isole minori, hanno detto basta. Il Governo non può continuare a fare
finta di non sentire».
«Il mio Ordine del giorno – spiega Carmina – impegnava il Governo ad adottare
iniziative per un contributo di solidarietà permanente e strutturale sugli extraprofitti
del settore petrolifero ed energetico, destinando una quota delle risorse alla
sterilizzazione degli aumenti tariffari e alla garanzia di tariffe protette per residenti,
lavoratori pendolari, studenti e personale sanitario».
«Non chiediamo privilegi – conclude Carmina – chiediamo che venga applicata la
Costituzione. Non possiamo avere un’Italia nella quale un cittadino, solo perché vive
su un’isola, deve pagare di più per andare a lavorare, studiare o curarsi».
«Le isole minori non sono cartoline da esibire d’estate e territori da dimenticare
d’inverno. Sono Italia 365 giorni l’anno. E il Governo deve dimostrarlo con le
risorse, non con le parole».
«Non esistono cittadini di serie B e non possono essere discriminati perché vivono in
mezzo al mare. Semmai, devono essere maggiormente tutelati. E noi continueremo
questa battaglia per difendere i loro diritti».
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