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Giovedì 29 ottobre 2026

Pantelleria, i veterani della musica sul palco con giovani talenti. Mimmo Iannaccone alla sua batteria, spettacolare nel concerto di Ale Daietti

Pantelleria, i veterani della musica sul palco con giovani talenti. Mimmo Iannaccone alla sua batteria, spettacolare nel concerto di Ale Daietti
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Ale Daietti padrone del palcoscenico: talento puro.
Mimmo Iannaccone torna a suonare grazie alla nipotina

Rimettersi in gioco, cercare stimoli e trovarli nei giovanissimi panteschi, questo è successo a Mimmo Iannaccone per il concerto di Ale Daietti, lo scorso lunedì 17 luglio 2026. L’evento, organizzato dal Comune e dalla Pro Loco di Pantelleria, si inseriva all’interno di un più ampio progetto che ha visto salire sul palcoscenico Pietro Gabriele e Maria Teresa Pavia.

Visto il successo del concerto in Piazza Cavour, abbiamo fatto una chiacchierata con Mimmo Iannaccone, percussionista della band di Dietti.

Signor Iannaccone, lei come si inserisce nel progetto del concerto di Ale Daietti, giovanissimo talento pantesco che sta approcciando alla musica con diversi linguaggi e formule? “Questa idea è nata da mio nipote Alessandro Daietti, che è sempre stato inserito nella musica, però lui più che altro come DJ set, inizialmente. Poi ha scritto diversi e già in primavera mi aveva contattato chiedendomi aiuto per realizzare un concerto a Pantelleria in estate. Io ho detto di si, però ero un po’ titubante, sai ste cose dei giovani non lo so, le prendi un attimo con le pinze per vedere.
“Ale mi ha fatto vedere tutto il progetto, era abbastanza grande: da farsi al porto di Scauri, con stand, con gazebi, con giochi acquatici. Era una cosa che iniziava il pomeriggio e si concludeva a tarda notte con il concerto. Ma poi peccato, non è stato possibile, chissà il prossimo anno… Lui è bravissimo sul palco: lo domina come un big della musica, padrone di sè e divertendosi nell’esibirsi.
“Ale in quei giorni era a Barcellona per incidere i brani nuovi. Mi ha richiamato e quindi ho detto: vabbè, allora vediamo di creare una band. E quindi premetto subito che Alessandro e Ale è mio nipote, è il figlio di mio cognato e Francesco, il bassista, è il figlio di mia sorella. Quindi io ho avuto il piacere di suonare, di stare su un palco e condividere un palco. La band poi si è arricchita della presenza di Ilenia Casano, poichè ci serviva la chitarra e lei è bravissima.”

Così il complesso era costituito da: Mimmo Iannaccone batteria e percussioni, Battista Rizzo tastiere, Francesco Casano basso e Ylenia Casano chitarre.

Ma come si è trovato a suonare con tutti questi ragazzi alcuni dei quali anche nipoti? “E’ stato molto divertente, bello, emozionante. Abbiamo eseguito qualche brano dello scorso anno ma per il resto erano tutte nuove produzioni. 
“Ricordo a casa mia dopo il primo incontro, ci vediamo, organizziamo una sala prove, a Bukkuram a casa sua. All prima prova ci siamo conosciuti, alla seconda prova, sai, l’entusiasmo  aumenta.
“Consideri che io non suonavo una batteria in una band da anni. Battista anche era fermo da anni, nonostante io ho continuato a suonare le percussioni sempre quando sono in giro con i locali. Però la batteria ero fermo anche io da un po’, suonavo per i fatti miei nel mio studio a casa. Poi tutti e quattro non abbiamo mai suonato insieme, mettere insieme tutte ste cose con brani nuovi che non conosci, devi studiarli a fondo, dal primo all’ultimo, col cantato, in estate, col caldo, insomma, c’erano un sacco di fattori che contrastavano. Però l’entusiasmo andava sempre più ad aumentare e così la voglia e il piacere.
“Quindi abbiamo continuato.”

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Ma gli elementi della band erano già pronti? “No, infatti, a un certo punto si è posto il quesito di trovare un chitarrista, Io ho diversi amici chitarristi esperti, il veterano del gruppo sono io e quindi lo potevo dire tranquillamente a uno di loro. Ma poi ho preferito dirlo a Ilenia Casano, che è la figlia di Massimo Casano, in quanto è una emergente, è giovane, è brava, ha studiato, suona la batteria, suona la chitarra e quindi ho preferito portare a lei su un palco importante come è stato quello di Piazza Cavour.“

E’ stata quindi una serata emozionante? “Sì, e la cosa più emozionante e che ci fa veramente piacere a tutti è vedere che gli stessi panteschi si sono divertiti e hanno apprezzato moltissimo lo spettacolo: cioè aver accontentato il pantesco, questo ci riempie veramente il cuore di gioia, perché significa che siamo entrati proprio nel cuore delle persone del posto di Pantelleria.”

Visto che l’esordio è stato più che positivo, già state programmando una possibile nuova performance insieme? “Vediamo cosa può uscire fuori. Intanto il prossimo anno sicuramente ci hanno assicurato che ci sarà il bis di questo concerto a livello organizzativo e quindi speriamo che andrà in porto anche questo. Magari col progetto più ampio di Alessandro, di far a Scauri Porto. Vedremo, vediamo se qualche locale, qualcuno già ci ha dato la disponibilità di fare una replica.Vediamo come va intanto.”

Ma lei da quando suona? “Io ho iniziato a suonare a 5-6 anni, scodelle con le forchette e i coltelli della cucina di mia madre, quindi ho avuto sempre la passione per la batteria, nonostante papà mi aveva diretto e mi aveva fatto imparare a solfeggiare in una scuola di insegnanti di musica, dove c’era, al tempo, la professoressa Tomaselli, il maestro Armenio D’Amico che ancora è vivo e quindi mi aveva indirizzato sulla tastiera.

“Però ad un certo punto gli hanno detto: <<Suo figlio ha imparato a suonare la tastiera, sa solfeggiare, conosce la musica, però adesso la sua passione è la battesri. Non perdiamo più tempo e gli compri una batteria>> e papà mi comprò la prima batteria.”
“Poi ho suonato nei carnevali, nei circoli, mi sono fermato per un bel po’ di anni perché la nascita di mia figlia, il lavoro, i lutti dei genitori e dei suoceri, per un bel po’ di anni sono rimasto fermo e poi… Poi ringraziando a quella piccola di mia nipote, ho ripreso. Lei mi ha dato  l’input di riprendere le percussioni e ho ricominciato a suonare nei locali con Francesco; ho ricomprato una batteria, poi me ne sono comprate due, poi mi sono fatto uno studio, insomma grazie anche a quella bambina io sono tornato a suonare e ad esibirmi.”

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