Pantelleria, il Centro Giamporcaro visita la mostra fotografica permanente di Franco Casano
Voce narrante ne “La casa dei ricordi” Salvatore Gabriele: il cous cous furbo. Ecco quanto resta ancora apera “La casa dei ricordi”
Mancano due giorni alla chiusura stagionale della mostra fotografica permanente di Franco Casano, detto Ciufira, in quel di Khamma, presso la sua storica abitazione in Via Asilo Ganci: “La casa dei ricordi”.
Ad accogliere la moltitudine di visitatori radunati dal solerte presidente Anna Rita Gabrirle del Centro Culturale Vito Giamporcaro, il nipote del fotografo pantesco, Lorenzo Casano che si è reso disponibile, per l’affetto verso lo zio di aprire periodicamente la casa e offrire le raccolte: libercoli semplici ma complici della memoria di Franco.
Così domandiamo al custode attuale di quella magnifica raccolta: Lei ha proseguito il percorso di suo zio, in questo modo? “Si è quello che voleva mio zio. Tante persone mi hanno detto che questo posto rappresenta un ricordo caro, dei tempi che furono dell’isola com’era e del suo lavoro, negli anni ’60/’70.”
Quando è stata aperta la mostra? “La prima in assoluto nel 2012, rimasta aperta per un paio d’anni. Poi la riapertura dopo la morte di mio zio è avvenuta lo scorso 27 luglio.”
Che ricordo ha di suo zio? “Beh mio zio è sempre stta una persona con una intelligenza straordinaria, lungimirante, con un karma pazzesco. Mi ha sempre affascinato, sin da quando ero piccolo, questa sua passione per le foto che lo ha reso straordinario ai miei occhi e lasciato un ricordo indelebile.”
Che valore aveva per suo zio questa casa/galleria? “Lui mi ha sempre detto, negli ultimi dieci anni, che questo posto deve rimanere a disposizione dell’isola, ma sopratutto dei suoi abitanti. Infatti, ad ottobre riaprirò la casa, su prenotazione e per le scuole e poi l’appuntamento sarà per la prossima stagione estiva.”
L’esposizione sarà aperta fino a marcoledì 19 agosto. Orari: 18 agosto: ore 17 – 20; 19 agosto, ultimo giorno: ore 17 – 22
I locali, notoriamente tappezzati di immagini storiche di una Pantelleria tanto remota quanto cara, hanno subito una piccola trasformazione, che tuttavia ha dato ordine al lavoro di una vita di Franco Casano.
Tra i pannelli addobbati da volti, panorami, scene di ordinaria vita rurale isolana, il capannello di curiosi è stato catturato dalle narrazioni di Salvatore Gabriele, storico amico dell’artista scomparso.
Il giornalista pantesco raccontava che un tempo quei locali erano adibiti ad asilo che egli stesso frequentava. Finita questa funzione, l0immobile divenne “la casa del popolo”, una struttura adibita all’accoglienza, alla cultura dei panteschi, con raccolte di libri e giornali e in cui incontrarsi per scambiare idee. “Ad un certo punto Franco ha fatto il ristorante e ha avuto la bella idea di chiamarlo “Ho Ci Minh”, dedicandola al rivoluzionario, politico e patriota vietnamita. Ma questa configurazione politica, in qualche misura, non su apprezzata, così l’escamotage di chiamare il locale “ristorante dello Zio Ho“.
Organizzava le serate furbe di couscous, con uua madre in cucina. I primi piatti serviti erano zuppe di fagioli, pasta e altro ancora, cosìcchè i commensali si riempissero lo stomaco prima di arrivare al piatto arabo. Una volta servito il cous cous in porzioni decisamente ridotte, gli ospiiti erano già praticamente sazi e l’assaggio era più che bastevole per soddisfare la cursiosità e la gola.
Vita nei circoli, nell’aira (aia), nei matrimoni e nei funerali: segmenti di esistenze umane in questa piccola e immensa isola che Casano ha saputo mantenere in vita con la sua passione per la fotografia, ma sopratutto per la sua gente.
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