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Giovedì 29 ottobre 2026

Pantelleria, finissage di “Acquasanta”: il bilancio di un successo nell’intervista all’autrice Clara Greco

Pantelleria, finissage di “Acquasanta”: il bilancio di un successo nell’intervista all’autrice Clara Greco
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Il primo agosto 2026 segna il termine della mostra fotografica “Acquasanta” di Clara Greco, presso Le Alcove di Van der Griten di Gereon Pilz.

20 giorni di persone, tra curiosi e amatori, segnano il successo di quell’esposizione in Corso Umberto di Pantelleria.
Abbiamo chiesto all’autrice di darci un bilancio e, lei, con quella grazia che la contraddistingue così ci ha raccontato “Devo dire che c’è stata tanta gente, nonostante il caldo terribile di queste settimane. Tanti turisti, però anche tanti panteschi, che è quello che mi rende più felice. “Alla fine il lavoro è partito da qua, fatto per me in quanto pantesca e per i per i panteschi. Tutto fotografato nella cornice della nostra nostra isola, quindi io sono molto contenta, sono felicissima di aver deciso con GereonPilz di fare la mostra, appunto.
“Io non facevo mostre da tantissimi anni, non lo so, non mi andava, non mi andava più. Però quando ho visto lo spazio mi è venuta una gran voglia perché mancava uno spazio così, uno spazio elegante alla fine, però tradizionale e popolare, quindi aperto a tutti, che accolga tutti questi lavori appunto sviluppati sull’isola da ragazzi dell’isola, persone che la vogliono vivere.
“Quindi l’ho trovato anche molto romantico, nuovo, ed è coinciso con un punto della mia raccolta, del mio archivio fotografico, che insomma aveva trovato un po’ una mezza chiusa. Non è chiuso, continuerà questo progetto però. Un capitolo già era completo, quindi infatti è la prima mostra che riesco a chiudere proprio in quanto progetto con un filo che le collega tra di loro.”

Abbiamo sentito, per l’isola, tanti commenti di persone che è venuta a visitare la mostra e apprezavano l’uso del velo l’uso della “donna”. Il riscontro, secondo lei, com’è stato? “Il nudo è sempre molto rischioso. Ho iniziato molti anni fa con il nudo e ci ho messo tanti anni per capire bene cosa stavo cercando nel nudo, perché fotografavo il nudo e se era veramente quello il soggetto principale. E devo dire che sono contentissima del riscontro perché mi sono sentita molto capita. Tante persone si sono commosse, tante donne, anche i commenti di tanti uomini mi sono piaciuti molto, alcuni anche intimiditi, alcuni uomini che però appunto avevano voglia di parlarne con me, quindi è la cosa bellissima che fa parte, come se fosse l’ennesima fotografia e tutta la riflessione che ne nasce.
“Io non ho mai fotografato con un concetto chiaro in testa. Ho fotografato e poi ho raccolto e ho capito che forma stava prendendo e a quel punto ho iniziato a fare un po’ di ricerca. In quanto pantesca, in quanto vicino alla terra tunisina, mi si era creato questo immaginario e ha preso senso nel momento in cui l’ho messo tutto insieme e tante persone mi hanno suggerito proprio qualcosa su quello che avevo fatto quindi è stato un po’ mettere a servizio e farmi aiutare.
“Io mi sono sentita tanto aiutata nello sguardo che ho ricevuto.”

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Questo è un bellissimo atteggiamento di grande umiltà e intelligenza perché va cercando anche nell’ultima  mattonella di Pantelleria, comunque uno stimolo e questa è una cosa che le fa moltissimo onore. E allora lei è in chiusura della mosrta, ha  già qualche progetto per il futuro imminente? “Non lo so, questa mostra mi ha fatto venire tanta voglia di riprendere in mano le foto e magari portarla, avendo visto che forma aveva tutte insieme, magari la porterò fuori, mi piacerebbe molto e continuare a svilupparla e a studiarla meglio.
“Ora che ho raccolto anche i pareri degli altri posso approfondire di più, trovando anche degli errori magari, però anche nelle didascalie lo dicevo, noi facciamo parte dell’errore, noi non sappiamo niente. Io in quanto donna non ho una risposta rispetto a quella che è l’immaginario che abbiamo appiccicato addosso. Non ho una risposta sull’immaginario maschile, quindi è stato veramente uno scambio.
“Mi piacerebbe approfondire, quindi chissà.”
“Di tutto questo devo ringraziare Gereon Pilz che mi ha spronata nel modo giusto e messo a disposizione i suoi locali. Gereon è formidabile e lo è stato anche con Samuel Gorgone. Sono felicissima del successo che ha riportato la sua mostra: siamo cresciuti insieme e formati nella fotografia dallo stesso M° Mario Valenza.”

Bene e poi ci farà sapere dove e ci organizzeremo per seguirla. Ultima battuta con cinema, spettacolo di questo genere, abbiamo già qualche titolo, abbiamo qualche progetto, qualche idea? “Allora non posso dire molto, ho girato due film prima dell’estate, uno sarà in uscita su Netflix, ma io ancora non so. Ma sono molto contenta, soprattutto perché quest’anno mi sono concentrata con un’altra mia collega a scrivere un testo teatrale e che attraverso dei bandi stiamo cercando di capire se riusciamo a farlo camminare così, però intanto è concluso e magari a un certo punto riuscirò anche a portarlo qua.”

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